Tipologie e Cause

Di frequente si semplifica, attribuendo all’indebitamento finanziario la principale responsabilità del sovraindebitamento. In realtà le prime difficoltà (e pertanto i primi inadempimenti) coinvolgono altri settori (p.e. pagamenti di tariffe e utenze, canoni di locazione, imposte e tasse), settori in cui, peraltro, le azioni di recupero da parte dei creditori si attivano in tempi molto rapidi. A volte anzi – specialmente negli ultimi anni di crisi – proprio per far fronte agli inadempimenti con le categorie di creditori portate ad esempio, si ricorre all’indebitamento finanziario.

Le cause che portano al sovraindebitamento possono essere economiche: ad es. derivanti dall’incremento dei tassi d’interesse, dall’aumento del costo della vita, da tagli alla spesa pubblica per beni/servizi ai cittadini o dipendere da problemi lavorativi (perdita del lavoro, cassa integrazione, ecc…), familiari (divorzi, decessi, mantenimento dei figli, ecc…) di salute (gravi malattie, cure necessarie inaspettate, ecc…) o da patologie psicologiche come gioco d’azzardo, tossicodipendenza, alcolismo, tabagismo.

Un altro fattore da considerare è il livello di cultura finanziaria di ognuno di noi. Più siamo in grado di prendere decisioni adeguate rispetto alla gestione delle nostre finanze e più siamo capaci di risparmiare, meno saremo a rischio di sovraindebitamento.

Molte persone comprano beni superflui come auto di lusso, cellulari tecnologici, vestiti firmati, pur non potendoseli permettere. Acquistare senza prima riflettere sulla propria situazione finanziaria è davvero rischioso, mentre è importante avere un tenore di vita adeguato rispetto alle proprie possibilità economiche.

Quindi, prima di fare una spesa molto impegnativa bisogna chiedersi:

  • posso permettermi quello che sto acquistando?
  • sono certo di avere capacità di rimborso per tutti gli acquisti che ho fatto a rate?

Ecco le tre regole d’oro per non sovraindebitarsi:

Tenere sotto controllo la propria situazione finanziaria effettuando un’attenta pianificazione delle entrate e delle uscite.

Distinguere fra spese necessarie, superflue e/o rinviabili.

Cercare un equilibrio fra reddito e tenore di vita

Se si deve chiedere un prestito:

Si devono valutare tutte le opzioni di prestito che vengono offerte, confrontandole alla ricerca della offerta più adeguata e conveniente per noi

Si deve calcolare attentamente l’impegno finanziario che comporta

Bisogna affidarsi a banche o altri intermediari finanziari autorizzati, evitando con cura di incappare nelle mani di usurai.

Strumenti a sostegno delle persone sovraindebitate e di prevenzione del rischio usura:

Come anticipato sopra, la cosa più opportuna da fare quando ci si accorge di non riuscire a pagare è intervenire subito chiedendo la reateizzazione dei pagamenti oppure, nel caso di rimborsi rateali, la riduzione della rata, da pagare in un più lungo periodo di tempo. Ci sono strumenti appositi per chiedere la sospensione nel caso dei contratti di mutuo. Contattare i creditori e spiegare la situazione per stabilire con loro una modalità di pagamento che sia alla tua portata è la cosa migliore da fare.
In situazione di difficoltà, mai rivolgersi a chi, anche dietro atteggiamento amichevole o di soccorso, ti offre denaro “facile” a condizioni di rimborso che poi, nei fatti, diventano impossibili.

Se anche adottando le misure sopra descritte non si riesce a sostenere la situazione, piuttosto che ricorrere agli usurai, è possibile:

  1. Richiedere l’accesso al Fondo di prevenzione usura tramite le fondazioni antiusura riconosciute. L’articolo 15 della legge 7 marzo 1996, n. 108, ha istituito il Fondo di prevenzione del fenomeno dell’usura (di seguito, “Fondo di prevenzione”). Le Fondazioni e Associazioni riconosciute per la prevenzione del fenomeno dell’usura utilizzano i fondi messi a disposizione dal Ministero dell’Economia e delle Finanze a sostegno di persone sovraindebitate che potrebbero essere dunque a rischio usura. Pertanto se ti trovi nella situazione descritta, rivolgiti ad una delle associazioni o fondazioni antiusura cercando tra quelle presenti nel tuo territorio, consultando l’elenco presente sul sito del MEF, al seguente link: http://www.dt.tesoro.it/it/attivita_istituzionali/prevenzione_reati_finanziari/anti_usura/fondi_usura.html
  2. Attivare, con l’ausilio degli organismi di composizione della crisi, le procedure di composizione della crisi da sovraindebitamento previste dalla L. 3/2012. Al fine di porre rimedio alle situazioni di sovraindebitamento, la Legge n. 3/2012 ha introdotto nel nostro ordinamento le procedure, di natura giudiziale, dell’accordo di composizione, del piano del consumatore e della liquidazione del patrimonio. Il primo e l’ultimo di questi procedimenti possono essere attivati sia dai debitori esclusi dall’ambito di applicazione degli istituti disciplinati dalla legge fallimentare, sia dai professionisti intellettuali che dai consumatori. Il secondo è riservato in via esclusiva ai consumatori.
    Con le prime due procedure, il debitore può proporre ai creditori, attraverso l’ausilio degli organismi di composizione della crisi, un accordo o un piano che prevedono la ristrutturazione dei debiti e la soddisfazione dei crediti con l’indicazione di scadenze e modalità di pagamento degli stessi.
    Depositata la proposta di accordo o di piano, il giudice fissa con decreto la data dell’udienza e dispone la comunicazione ai creditori della proposta stessa. I creditori fanno pervenire il loro consenso all’organismo di composizione della crisi. Ai fini dell’omologazione da parte del giudice dell’accordo di composizione, infatti, è necessario il consenso dei creditori che rappresentano almeno il 60% dei crediti; tale condizione non è richiesta invece per l’omologazione del piano del consumatore.
    In alternativa alla proposta per la composizione della crisi, il debitore in stato di sovraindebitamento, sempre assistito da un organismo di composizione della crisi, può presentare domanda di liquidazione di tutti i suoi beni al Tribunale competente. Quest’ultimo nomina il liquidatore per procedere all’elaborazione del programma di liquidazione e alla vendita dei beni mediante procedure competitive.
    Da evidenziare che, entro l’anno successivo alla chiusura della liquidazione, il debitore persona fisica può ottenere la liberazione dei debiti residui nei confronti dei creditori ammessi alla procedura e non soddisfatti (c.d. esdebitazione). Tale beneficio è concesso al ricorrere di determinate condizioni previste dalla legge (ad. es. non aver beneficiato di altra esdebitazione negli otto anni precedenti la domanda; aver soddisfatto, almeno in parte, i creditori anteriori all’apertura della procedura di liquidazione).

Ultimo aggiornamento: 1 febbraio 2018