Tassi di interesse, prestiti e crediti al consumo

Il tasso d’interesse è una percentuale, calcolata sull’ammontare del prestito richiesto, che definisce il costo del finanziamento in un determinato lasso di tempo. Ad esempio, se si chiede un prestito di 1000 euro con un tasso d’interesse del 10% annuo, il tasso di interesse annuo del finanziamento corrisponde a 100 euro.

I tassi d’interesse sono di due tipi: TAN e TAEG.

Il TAN è il Tasso Annuo Nominale e rappresenta il costo derivante dagli interessi di un anno in merito al credito richiesto.

Il tasso annuo espresso in misura percentuale è solo una parte di quello che dobbiamo pagare per avere un prestito.

Il TAEG, Tasso Annuo Effettivo Globale, rappresenta l’espressione in punti percentuali del costo totale del credito che è stato chiesto, e comprende quindi gli interessi e tutti gli altri costi connessi (come le commissioni, le imposte e le altre spese – eccetto quelle del notaio – che sono da pagare in relazione al finanziamento e di cui la banca è a conoscenza).

Spesso quando si parla di prestiti a tasso zero ci si riferisce solo al TAN.  È quasi impossibile non avere costi nel momento in cui si accede a un finanziamento (considerando che nel TAEG sono comprese anche le imposte), quindi bisogna controllare bene bene sia TAN che TAEG e, quando si parla di prestiti a tasso zero, prestate attenzione a quale dei due ci si riferisce.

Come accennato, nel novero dei costi da considerare potrebbero essere incluse anche eventuali imposte (imposta di bollo, imposta di registro), il cui versamento effettivo dipende tuttavia da una serie di fattori, quali in particolare la presenza o meno di garanzie nonché le forme di redazione dell’atto di finanziamento. Il tema assume particolare rilievo quando si tratta di finanziamenti assistiti da garanzia immobiliare, e si fa pertanto rinvio ai maggiori dettagli forniti nel capitolo dedicato al mutuo.

Anche la formula “compri oggi e paghi tra 6 mesi” può non necessariamente essere sempre conveniente come sembra. Solitamente si inizia a pagare il bene acquistato dopo sei mesi, ma talvolta l’interesse che si deve corrispondere viene calcolato sin dal primo giorno in cui si entra in possesso di quel bene.

Fra i vari costi del prestito che viene proposto bisogna fare attenzione alle spese di intermediazione, che possono essere onerose.

Cercare di rimborsare regolarmente le rate, per non far maturare interessi di mora e non creare le condizioni per cui il finanziatore debba risolvere anzitempo il contratto.

In caso di ritardo nel pagamento di una rata meglio inviare una comunicazione alla società che ha emesso il finanziamento spiegando i motivi e dando assicurazioni sulla regolarità dei pagamenti futuri.

Attenzione. Con il ritardato o mancato pagamento di due rate consecutive (o ad una delle ultime due scadenze di pagamento) si viene segnalati nei sistemi di informazione creditizia (SIC), i sistemi di rilevazione dei rischi finanziari. Ricordiamo tuttavia che, al verificarsi di ritardi nei pagamenti, la banca avverte l’interessato circa l’imminente segnalazione in SIC.

Il “credito ai consumatori” è una forma di prestito concessa ai consumatori (persone fisiche che agiscono per scopi estranei all’attività professionale, imprenditoriale, commerciale o artigianale eventualmente svolta), di importo non inferiore a 250 euro e non superiore a 75.000 euro.

Ci sono quattro tipologie di credito ai consumatori

I finanziamenti destinati all’acquisto di beni o servizi (prestiti finalizzati), come ad esempio quelli che si stipulano per comprare elettrodomestici o automobili. Il debito complessivo è dato dal costo del bene o servizio sommato al tasso d’interesse e alle imposte dovute.

I prestiti personali che non sono legati all’acquisto di un bene o di un servizio e non richiedono in che modo verranno spesi i soldi.

Il credito revolving, che permette di fare acquisti con la carta di credito revolving e di addebitare la spesa in rate mensili stabilite precedentemente con la banca o con l’intermediario finanziario. Attenzione: alle rate viene applicato un tasso d’interesse.

La cessione del quinto dello stipendio o della pensione, una forma di prestito concessa a un lavoratore o a un pensionato, che prevede che la rata di rimborso del prestito sia detratta direttamente dalla busta paga o dalla pensione.
Il datore di lavoro non può sottrarsi al vincolo dell’1/5 della busta paga.
E’ bene sapere che questa forma di prestito prevede per legge polizze assicurative obbligatorie.

Ultimo aggiornamento: 1 febbraio 2018