Tassi di interesse, prestiti e crediti al consumo

Il tasso d’interesse è la remunerazione per l’intermediario finanziario del capitale prestato (a carico del debitore). È una percentuale, calcolata sull’ammontare del prestito richiesto, che definisce il costo del finanziamento in un determinato lasso di tempo. Tale percentuale è diversa a seconda del tipo di tasso di interesse applicato:

  • tasso di interesse semplice: l’interesse è proporzionale al tempo e al capitale
  • tasso di interesse composto: l’interesse viene aggiunto al capitale iniziale che lo ha prodotto

Il TAN è il Tasso Annuo Nominale e rappresenta il costo derivante dagli interessi di un anno in merito al credito richiesto senza considerare altri oneri aggiuntivi.

Il tasso annuo espresso in misura percentuale è solo una parte di quello che dobbiamo pagare per avere un prestito.

Il TAEG, Tasso Annuo Effettivo Globale, rappresenta l’espressione in punti percentuali del costo totale del credito che è stato chiesto, e comprende quindi gli interessi e tutti gli altri costi connessi (come le commissioni, le imposte e le altre spese – eccetto quelle del notaio – che sono da pagare in relazione al finanziamento e di cui la banca è a conoscenza).

Spesso quando si parla di prestiti a tasso zero ci si riferisce solo al TAN.  È quasi impossibile non avere costi nel momento in cui si accede a un finanziamento (considerando che nel TAEG sono comprese anche le imposte), quindi bisogna controllare sia TAN che TAEG e, quando si parla di prestiti a tasso zero, prestate attenzione a quale dei due ci si riferisce.

Come accennato, nel novero dei costi da considerare potrebbero essere incluse anche eventuali imposte (imposta di bollo, imposta di registro), il cui versamento effettivo dipende tuttavia da una serie di fattori, quali in particolare la presenza o meno di garanzie nonché le forme di redazione dell’atto di finanziamento. Il tema assume particolare rilievo quando si tratta di finanziamenti assistiti da garanzia immobiliare, e si fa pertanto rinvio ai maggiori dettagli forniti nel capitolo dedicato al mutuo.

Un’altra tipologia di interesse che riguarda i prestiti è quella degli interessi moratori. Essi rappresentano il costo per il mancato pagamento delle rate previste dal contratto di finanziamento. Gli interessi moratori hanno un tasso superiore a quelli previsti da contratto al fine di scoraggiare l’inadempimento contrattuale.

Il credito al consumo

Il “credito al consumo” è una forma di prestito concessa ai consumatori.

Ci sono quattro tipologie di credito al consumo:

I finanziamenti destinati all’acquisto di beni o servizi (prestiti finalizzati), come ad esempio quelli che si stipulano per comprare elettrodomestici o automobili. Il debito complessivo è dato dal costo del bene o servizio sommato al tasso d’interesse e alle imposte dovute.

I prestiti personali che non sono legati all’acquisto di un bene o di un servizio e non richiedono in che modo verranno spesi i soldi.

Il credito revolving, che permette di fare acquisti con la carta di credito revolving e di addebitare la spesa in rate mensili stabilite precedentemente con la banca o con l’intermediario finanziario.

La cessione del quinto dello stipendio o della pensione, una forma di prestito concessa a un lavoratore o a un pensionato; prevede che la rata di rimborso del prestito sia detratta direttamente dalla busta paga o dalla pensione.
Il datore di lavoro non può sottrarsi al vincolo dell’1/5 della busta paga.
E’ bene sapere che questa forma di prestito prevede per legge polizze assicurative obbligatorie.

Ultimo aggiornamento: dicembre 2019