Misure di sospensione dei finanziamenti – Assoutenti

Per contenere le conseguenze economiche generate dall’emergenza sanitaria e in favore delle famiglie in condizioni di sopravvenuta difficoltà, in assenza di provvedimenti normativi per la sospensione dei pagamenti delle rate dei prestiti (i decreti governativi hanno disposto la sospensione delle rate dei soli mutui, per tutti, e dei finanziamenti solo per le imprese) sono intervenuti accordi tra le associazioni di categoria delle banche (ABI) e delle società finanziarie (ASSOFIN) e la maggior parte delle Associazioni dei consumatori per sospendere le rate di pagamento delle varie tipologie di finanziamento (mutui, credito al consumo, prestiti personali, credito revolving, cessione del quinto, etc).

Per le Banche è stato firmato un Protocollo d’intesa ( il 20 aprile 2020) tra l’ABI e 17 associazioni dei consumatori.
Per le Società finanziarie è stato firmato un protocollo d’intesa (reso operativo dal 20 aprile 2020) tra l’ASSOFIN e 10 associazioni dei consumatori.

Ambedue gli interventi sono volti ad aiutare le famiglie in difficoltà economica gravate dalle rate di restituzione di mutui, prestiti personali, credito al consumo e altre forme di finanziamento prive di altre fonti di sostegno temporaneo.

Quali finanziamenti sono compresi?

Ambito dell’intervento ABI:

  1. Prestiti non garantiti da garanzia reale, a rimborso rateale, erogati prima del 31 gennaio 2020, mutui garantiti da ipoteche su immobili non di lusso erogati prima del 31 gennaio 2020 a persone fisiche per ristrutturazione degli stessi immobili ipotecati, per liquidità o acquisto di immobili non adibiti ad abitazione principale, che non rientrano, per le loro caratteristiche, nei benefici del Fondo Gasparrini;
  2. sono inclusi i finanziamenti cartolarizzati ai sensi della legge 30 aprile 1999, n. 130, ceduti a garanzia dell’emissione delle obbligazioni bancarie garantite ai sensi dell’art. 7 bis della legge 30 aprile 1999, n. 130;
  3. mutui oggetto di operazioni di portabilità ai sensi dell’art. 120 quater del TUB ovvero accollati anche a seguito di frazionamento.

Sono esclusi i finanziamenti già classificati a credito deteriorato o con rate impagate al 31 gennaio 2020 e altri non “in bonis”

Ambito dell’intervento ASSOFIN:

  1. finanziamenti di importo superiore a 1.000 euro e durata originaria superiore a sei mesi, concessi a favore di consumatori e stipulati fino al 20 aprile 2020;
  2. le operazioni di CQS possono essere incluse nel perimetro di applicazione della sospensione solo a condizione dell’accettazione da parte del datore di lavoro e delle compagnie assicurative che assistono il credito (rischio vita ed impiego), anche oltre la durata contrattuale del piano di ammortamento, per il tempo necessario al pagamento delle rate sospese.

Sono esclusi i finanziamenti per i quali alla data del 21 febbraio 2020 risultano ritardi di pagamento tali da configurare posizioni in default o rischi di insolvenza già assistiti da interventi di sostegno, ovvero per i quali non è intervenuta la decadenza dal beneficio del termine o la risoluzione del contratto stesso.

Chi può presentare richiesta di accedere alla moratoria

Per avere accesso ai benefici bisognerà dimostrare di trovarsi in una situazione di seria difficoltà economica: la perdita o la sospensione del lavoro, o un importante calo di fatturato. Potrà dunque farne richiesta:

chi ha perso o perderà il lavoro subordinato dal 21 febbraio 2020 al 30 giugno 2020 (salvo i licenziamenti per giusta causa, giustificato motivo soggettivo, risoluzioni consensuali o dimissioni);

chi ha perso un lavoro “atipico” , rapporti di agenzia, rappresentanza commerciale, etc.,(anche in questo caso, salvo risoluzione consensuale e recesso per giusta causa);

chi si è visto ridurre o sospendere l’orario di lavoro per almeno 30 giorni (cassa integrazione o altri ammortizzatori sociali);

lavoratori autonomi e liberi professionisti che, in un trimestre successivo al 21 febbraio 2020, hanno registrato una perdita del fatturato superiore al 33% rispetto all’ultimo trimestre del 2019 (in questo caso la riduzione dovrà essere autocertificata;

morte o insorgenza di condizioni di non autosufficienza e gli eredi di chi ha stipulato un finanziamento senza alcuna polizza da protezione del credito, che rientrino in una delle categorie sopra citate.

Quali sono le caratteristiche della sospensione?

Per ABI:

  • Sospensione della quota capitale del finanziamento, per una durata non superiore a 12 mesi (anche attraverso più sospensioni per periodi di durata inferiore a 12 mesi, purché la somma della durata dei periodi delle sospensioni complessivamente non sia superiore a 12 mesi), su richiesta presentata entro il 30 giugno 2020 (data prorogabile sulla base delle indicazioni delle Autorità)
  • Anche per chi abbia già usufruito di una sospensione del finanziamento è possibile chiederla di nuovo purché il soggetto risulti in regola con i pagamenti previsti con il piano di ammortamento.
  • La quota interessi, calcolata al tasso contrattuale sul debito al momento della sospensione, viene rimborsata alle scadenze originarie.
  • Nel periodo di sospensione sono ricomprese anche le eventuali rate scadute e non pagate dopo il 31 gennaio 2020.
  • La sospensione non determina l’applicazione di commissioni nonché di interessi di mora per il periodo di sospensione purchè l’intestatario adempia al pagamento della quota interessi alle scadenze originarie. Durante il periodo di sospensione restano ferme e valide le clausole di risoluzione e/o decadenza dal beneficio del termine previste nel contratto di mutuo o finanziamento.
  • Durante il periodo di sospensione il cliente può in qualsiasi momento richiedere il riavvio del piano di ammortamento.
  • La ripresa del processo di ammortamento avviene al termine del periodo di sospensione della richiesta di riavvio da parte del cliente con il corrispondente allungamento del piano di ammortamento per una durata pari al periodo di sospensione.

Per ASSOFIN :

Nella prima stesura dell’Accordo la durata era limitata fino a 6 mesi. E’ stata già annunciata la decisione di consentire alle singole finanziarie la facoltà di estendere la durata della sospensione fino al 30 settembre 2020.

La sospensione del finanziamento può avere ad oggetto:

l’intera rata mensile

la sola quota capitale

la sospensione comporta uno slittamento, cioè un prolungamento del periodo di ammortamento corrispondente alla sospensione concordata, senza che il cliente debba pagare oneri o costi per le procedure necessarie

A) Nel caso di sospensione della intera rata mensile, il titolare del finanziamento potrà in seguito rimborsare gli interessi:

  • suddivisi in quote di pari importo sul numero delle rate residue del finanziamento;
  • in un’unica soluzione, insieme alla prima rata subito dopo il periodo di sospensione;
  • con rate aggiuntive rispetto al piano di ammortamento.

B) Nel caso in cui si concordasse la sospensione della sola quota capitale, durante il periodo di sospensione si dovranno versare solo gli interessi calcolati sul debito residuo, al tasso (TAN) previsto dal contratto di finanziamento originario.

Si ricorda che le adesioni delle singole Banche e Società finanziarie ai Protocolli d’intesa firmati da ABI e ASSOFIN sono libere e discrezionali e che ogni impresa può decidere anche in che misura e come applicare, in tutto o in parte, i termini degli accordi, anche migliorandoli, nei limiti consentiti dalle Autorità di regolazione di settore.

Pertanto consigliamo ai soggetti interessati di contattare gli uffici delle banche e delle società che hanno erogato i prestiti per una compiuta comprensione delle condizioni di applicazione della moratoria e la migliore utilizzazione dei benefici.

Per sapere quali banche aderiscono all’accordo ABI vedi qui

Si segnala infine che con la legge di conversione del decreto” Liquidità”, LEGGE 5 giugno 2020, n. 40. Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 8 aprile 2020, n. 23, è stata approvata una ulteriore iniziativa in favore delle famiglie in difficoltà economica per l’emergenza Covid 19, attraverso la norma di sospensione per sei mesi dei termini di  adempimento  dei  concordati  preventivi,  degli accordi di ristrutturazione,  degli  accordi  di  composizione  della crisi e dei piani di esdebitamento del consumatore omologati aventi scadenza  in  data successiva al 23 febbraio 2020.

a cura di

Ultimo aggiornamento: giugno 2020