Recupero crediti

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I finanziatori, in generale, a seguito dell’insolvenza del Soggetto finanziato, prima di esperire un’azione giudiziaria, propongono al debitore, la possibilità di soluzioni volte a consentire la ripresa del pagamento (ad es. rinegoziazioni, sospensioni etc.) ed in alcuni casi la risoluzione dello stato di crisi mediante un’attività “stragiudiziale”.

Esiste la possibilità che i finanziatori ricorrano alle cosiddette “società di recupero crediti” che devono soddisfare specifici requisiti e ottenere determinate autorizzazioni per poter operare.

In particolare, i service di riscossione sono autorizzati ad operare previa Licenza di Polizia in base all’art.115 del TULPS (Testo Unico Leggi di Pubblica Sicurezza) del 1931. In virtù di tale normativa tutti i collaboratori delle società di recupero crediti devono essere comunicati alla Questura che ne ha rilasciato licenza ad operare.

Altra norma che si occupa specificatamente di recupero crediti, è una circolare del Garante della Privacy dal titolo: liceità, correttezza e pertinenza nell’attività di recupero crediti, del 30 novembre 2005. Il Garante con tale circolare ha inteso limitare alcuni comportamenti e prassi di recupero assolutamente invasivi della privacy e ancora prima della dignità del debitore. I principali elementi del provvedimento sono i seguenti:

viene posto il divieto di:
(i) comunicare ingiustificatamente a soggetti terzi rispetto al debitore (es. familiari, vicini di casa o colleghi di lavoro ecc.) informazioni relative alle condizioni di inadempimento nella quale versa l’interessato;
(ii) il ricorso a comunicazioni telefoniche preregistrate volte a sollecitare il pagamento, realizzate senza l’intervento di operatore;
(iii) diffondere dati personali con l’affissione ad opera di incaricati del recupero crediti di avvisi di mora sulla porta del debitore;
(iv) l’utilizzo, da parte dell’addetto al recupero, di cartoline postali o plichi recanti all’esterno la scritta “recupero crediti”;

è invece lecito il trattamento dei dati personali del debitore che siano riscontrabili in pubblici registri o elenchi, ovvero che siano deducibili dal contratto o dallo stesso debitore forniti;

le società mandanti (banche e intermediari finanziari) sono ugualmente responsabili dei “recuperatori” e non possono contrattualmente liberarsi di tale responsabilità.

A CHI SI RIVOLGE

Le società di recupero crediti aderenti all’UNIREC, (Unione Nazionale Imprese a Tutela del Credito) la maggiore associazione delle aziende del settore, hanno stilato un codice deontologico al quale si devono attenere i service facenti parte dell’associazione.

Il codice s’ispira all’art. 27 bis del Codice del Consumo (codici di autoregolamentazione) ed alla Direttiva 2005/29/CE (art.10) oltre a quanto stabilito dal Garante della Privacy nella circolare del 2005.

Il codice stabilisce in cosa consiste l’attività del recupero crediti, descrive le corrette condotte delle imprese e degli addetti in ogni fase di recupero fornisce informazioni utili per tutte le parti coinvolte nel processo di gestione e di tutela del credito.

Nel dettaglio si riportano alcuni degli aspetti salienti dell’attività di recupero che può avvenire in ambito stragiudiziale mediante recupero crediti telefonico, recupero crediti domiciliare e comunicazioni epistolari:

per corretta prassi commerciale è fatto divieto al recupero crediti utilizzare titoli mendaci o toni minacciosi volti a generare indebita pressione;

è fatto divieto altresì di prospettare conseguenze irreali o inapplicabili al caso di specie (es. distacco dell’energia elettrica, istanze al Giudice dei Minori per togliere la loro potestà sui figli ecc.);

i contatti possono svolgersi dalle 8.30 alle 21.00 dal lunedì al venerdì e dalle 8.30 alle 15.00 il sabato. Nessuna attività potrà essere posta in essere nei giorni festivi;

nei contatti epistolari si deve sempre far riferimento alla natura del credito ed al relativo importo per il quale si sta attivando la procedura di recupero;

in caso di visite domiciliari non si potrà far visita al debitore sul posto di lavoro, se non espressamente richiesto o salvo comunicazione effettuata nell’ambito della sottoscrizione del contratto di finanziamento.

Nell’ambito giudiziale l’attività legale si comporrà della notifica di atti di citazione, ricorso per decreto ingiuntivo, processo esecutivo nonché ogni altro atto giudiziario previsto dall’Ordinamento.

INDIVIDUAZIONE DI SOLUZIONI

In caso di comportamenti difformi alla normativa, potrà essere attivata la procedura di conciliazione paritetica prevista dall’accordo UNIREC/Associazioni dei consumatori oltre alla presentazione delle relative segnalazioni al Garante per la Privacy, avendo cura di raccogliere tutta la documentazione comprovante il comportamento illecito da parte del recupero crediti.

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Ultimo aggiornamento: 1 febbraio 2018