Interessi del mutuo

Gli interessi sono il compenso per il prestito erogato e dipendono dalla tipologia e dalla durata del mutuo.

Mutuo a tasso fisso

Il tasso di interesse resta quello fissato dal contratto per tutta la durata del mutuo.

La rata quindi rimane invariata per tutta la durata del mutuo.

Lo svantaggio è non poter sfruttare eventuali riduzioni della rata qualora i tassi di interesse di mercato diminuiscano.

Il tasso fisso è consigliabile per chi vuole essere certo degli importi delle singole rate e dell’ammontare complessivo del debito da restituire sin dal momento della firma del contratto.

Mutuo a tasso variabile

Il tasso di interesse può variare, a scadenze prestabilite, rispetto al tasso di partenza secondo le oscillazioni del tasso di mercato.

Il rischio principale è l’aumento imprevedibile dell’importo delle rate.

Mutuo a tasso misto

Il tasso di interesse può passare da fisso a variabile (o viceversa) a scadenze fisse o a determinate condizioni indicate nel contratto.

Spread

E’ la maggiorazione applicata dalla banca al parametro di riferimento per la definizione del tasso d’interesse e può essere determinato in funzione della durata del contratto, del rischio del cliente, del rischio dell’operazione, dei costi di raccolta.

ALTRI COSTI

Al tasso d’interesse e alle imposte possono essere aggiunti:

il compenso all’eventuale intermediario per le spese di istruttoria

le spese di perizia, che possono essere richieste per la valutazione dell’immobile da ipotecare

le spese notarili per il contratto di mutuo e l’iscrizione dell’ipoteca nei registri immobiliari

il costo del premio di assicurazione obbligatoria e/o facoltativa a copertura di danni sull’immobile ed eventualmente dei rischi legati a eventi relativi alla vita del cliente che potrebbero impedirgli di rimborsare il prestito

la commissione annua di gestione pratica

le spese per l’invio di comunicazioni.

Il tema delle imposte merita un breve approfondimento. In linea generale, quando il “mutuo” assume le caratteristiche del finanziamento bancario a medio/lungo termine (vale a dire con durata contrattuale maggiore di 18 mesi) ed è assistito da garanzia ipotecaria, l’operazione è soggetta al pagamento di una apposita imposta, denominata sostitutiva, commisurata all’ammontare del finanziamento.

L’aliquota base dell’imposta è pari allo 0,25% dell’importo finanziato, elevata al 2% quando si tratti dei mutui c.d. “seconda casa”. La verifica della presenza dei requisiti che consentono l’applicazione dell’imposta ordinaria ovvero di quella maggiorata rappresenta un aspetto meritevole di particolare attenzione, che dovrà pertanto formare oggetto di accurate verifiche.

Ultimo aggiornamento: 1 febbraio 2018