Gli strumenti con cui possiamo utilizzare il denaro che abbiamo sul conto

Carte di pagamento (debito, credito, etc.)

Assegni

Consentono al titolare di un conto corrente bancario (o postale) di effettuare un pagamento in sostituzione del denaro contante.

Gli assegni sono di due tipi:

Bancario

L’assegno bancario è un titolo di credito che consente al titolare di un conto di pagare una somma a un altro soggetto o a se stesso.
Le principali condizioni affinché un assegno sia pagato sono:

il rapporto di provvista: cioè la disponibilità di denaro sul conto sufficiente a onorare l’assegno (altrimenti l’assegno viene considerato scoperto);

l’autorizzazione da parte della banca a emettere assegni (cd. convenzione di assegno).

Circolare

È un assegno sempre “coperto”. Si tratta infatti di un assegno emesso direttamente da una banca a fronte della richiesta avanzata da un soggetto che provvede a versare la somma corrispondente o ad autorizzarne il prelievo sul proprio conto.

Gli assegni bancari e circolari di importo pari o superiore ai 1.000 euro devono sempre recare la clausola “non trasferibile”.

Cosa vuol dire “non trasferibile”?

L’assegno può essere incassato solo dal beneficiario, del quale si riporta il nome sull’assegno stesso.

Attenzione!
Le frodi sugli assegni bancari sono molto diffuse e spesso si basano sulla clonazione e contraffazione del titolo eseguite a partire da una fotografia dell’assegno cartaceo. Bisogna quindi sempre diffidare da chi chiede di inviare via cellulare, e-mail o fax la fotografia di un assegno, ad esempio per “assicurare” un acquisto eseguito online. Spesso dietro questa richiesta si nasconde un truffatore, meglio non rispondere mai a questa richiesta!

Bonifici

Ci permettono di trasferire somme di denaro sul conto di un beneficiario.
Dal 1° febbraio 2014 i bonifici vengono gestiti con un nuovo schema di pagamento europeo chiamato SEPA Credit Transfer. Ciò significa che non c’è più distinzione tra un bonifico nazionale o un bonifico eseguito nell’ambito dell’area unica dei pagamenti (l’Area Unica dei Pagamenti ricomprende tutti i pagamenti fatti in euro all’interno dei 28 paesi membri dell’UE con l’aggiunta dell’Islanda, della Norvegia, del Liechtenstein, della Svizzera, del Principato di Monaco, di San Marino e delle Dipendenze della Corona Britannica) in quanto sono tutti gestiti su un’unica piattaforma secondo caratteristiche tecniche comuni, uniformando i tempi di esecuzione e i costi.
Sia per i bonifici nazionali che bonifici eseguiti nell’ambito dell’area unica dei pagamenti è obbligatorio l’utilizzo del codice Iban del beneficiario, ovvero una coordinata bancaria composta da lettere e numeri (in Italia 27 in totale) che identifica univocamente il beneficiario (e il relativo conto)  a livello internazionale.

L’importo del bonifico viene accreditato, in Italia o nell’area SEPA, entro un giorno lavorativo; i giorni diventano due se l’ordine di bonifico è effettuato in modalità cartacea.

Per eseguire bonifici verso un paese che non fa parte dell’area SEPA, sono necessari i seguenti dati: i) il proprio nome e cognome e il proprio IBAN; ii) il nome e cognome e il codice IBAN del beneficiario (o altro codice che identifica il conto, perché non tutti i paesi al mondo adottano la stessa codifica) e il codice identificativo della banca del beneficiario (il cosiddetto “codice BIC o “codice SWIFT”).

Da novembre 2017 nell’area SEPA è anche possibile effettuare bonifici (fino ad un importo massimo che potrà essere definito da ciascuna banca ma in ogni caso non potrà superare i 15.000 euro) “istantaneamente”. Il nuovo servizio è operativo tutti i giorni dell’anno e in qualsiasi ora ed è opzionale; questo vuol dire che possono, progressivamente, a partire da novembre, aderirvi tutte le banche che operano all’interno della SEPA.

Addebito diretto SEPA

L’Addebito diretto Sepa consente, a fronte di una preventiva autorizzazione rilasciata dal/dai titolare/i del conto al soggetto creditore, o in alcuni casi alla propria banca, di ricevere automaticamente l’addebito sul proprio conto di alcune spese periodiche (utenze domestiche, servizi rateali, abbonamenti editoriali, ecc…) o una tantum. Come per i bonifici, tutti gli addebiti diretti sono eseguiti, all’interno della SEPA, con le stesse modalità sia all’interno dei confini nazionali che fra paesi diversi.

Per sapere se è possibile pagare un fornitore tramite addebito diretto la prima cosa da fare è chiederne conferma al fornitore stesso. In caso affermativo, per l’attivazione dell’addebito diretto SEPA è sufficiente che il titolare del conto apponga la propria firma sul modulo di autorizzazione.

QUALI VANTAGGI?
Rispetto a un bollettino postale è comodo perché:

si evita di andare in banca o all’ufficio postale

l’importo viene addebitato l’ultimo giorno utile per il pagamento della spesa

il pagamento è eseguito senza correre il rischio di dimenticanze e si evita quindi di pagare interessi di mora per pagamenti in ritardo.

Attenzione!
Le bollette per le utenze arrivano almeno 14 giorni prima dell’addebito diretto sul conto. Conviene controllare sempre che l’importo che il fornitore addebiterà sia regolare e non presenti anomalie.
Se l’importo supera quanto atteso è possibile “bloccare” il pagamento dell’addebito diretto SEPA o chiedere il rimborso dell’importo, se l’addebito è già avvenuto. Il servizio permette, infatti, all’utente di poter richiedere il rimborso dell’addebito fino a 8 settimane dopo l’addebito per operazioni autorizzate (e cioè se l’utente ha sottoscritto apposito mandato) e fino a 13 mesi dall’addebito per operazioni non autorizzate.
Quando si utilizza questo tipo di pagamento per un prestito e tutte le rate sono state pagate, può essere una buona abitudine andare in banca e revocare il mandato dopo il pagamento dell’ultima rata.
Occorre ricordare che l’autorizzazione firmata vale solo per un determinato rapporto di debito e non per quelli che, nello stesso periodo o successivamente, si hanno con lo stesso fornitore (ad esempio due numeri telefonici con lo stesso operatore).
Se non vi è liquidità sul conto, il pagamento non viene effettuato, salvo diversi accordi con la banca (es. se c’è un accordo di sconfinamento di conto corrente).
Si dice, in questo caso, che il pagamento è insoluto.
Attenzione: un addebito diretto SEPA insoluto viene solitamente rispedito dal fornitore alla banca del pagatore che, se il conto in questo nuovo caso ha la liquidità necessaria, provvede al pagamento dello stesso. Prima di pagare l’importo con altre modalità, quindi, è opportuno accertarsi che la banca non abbia già provveduto al pagamento.

Ultimo aggiornamento: 1 febbraio 2018