Quali sono le forme
pensionistiche complementari

Le forme pensionistiche complementari si distinguono in COLLETTIVE e INDIVIDUALI.
Le collettive riguardano un gruppo di lavoratori che appartengono a una determinata azienda o gruppo di aziende: sono tali i fondi pensione negoziali, i fondi pensione aperti ad adesione collettiva, i fondi pensione preesistenti; quelle individuali riguardano il singolo lavoratore: sono tali i fondi pensione aperti ad adesione individuale e le polizze assicurative con finalità previdenziale (PIP).

Fondi pensione negoziali

Questi fondi prevedono che i loro destinatari facciano parte di un gruppo determinato, come ad esempio gli appartenenti alla stessa azienda o categoria professionale. I versamenti a tali fondi sono costituiti da un contributo a carico dei lavoratori (prelevato dal datore di lavoro sullo stipendio nella misura prescelta dal lavoratore), l’accantonamento al TFR, un contributo del datore di lavoro (nella misura stabilita dal contratto collettivo).

Fondi pensione aperti

I fondi pensione aperti sono istituiti direttamente da banche, società di intermediazione mobiliare, compagnie di assicurazione e società di gestione del risparmio.

I destinatari possono essere gruppi di lavoratori (nel caso di fondi aperti ad adesione collettiva) o singoli (ivi inclusi i liberi professionisti, nonché coloro che siano privi di reddito da lavoro).

Piani individuali pensionistici

Sono forme pensionistiche individuali realizzate attraverso polizze assicurative alle quali si applica la disciplina delle forme pensionistiche complementari.
Le regole che disciplinano questi piani sono redatte in base alle direttive della COVIP, al fine di garantire a chi li utilizza gli stessi diritti dei fondi aperti o negoziali.

Fondi pensione preesistenti

sono forme pensionistiche così chiamate perché risultavano già istituite prima del Decreto Legislativo 124 del 1993 che ha disciplinato la previdenza complementare per la prima volta.

Ultimo aggiornamento: 1 febbraio 2018