Fondo di solidarietà per i mutui per l’acquisto della prima casa – FONDO GASPARRINI – Adoc

Il Fondo di solidarietà per i mutui per l’acquisto della prima casa è stato istituito presso il Ministero dell’Economia e delle Finanze con la Legge n. 244 del 24/12/2007, di cui all’art.2, comma 475 e seguenti. Per i titolari di mutuo fino a 250.000,00 euro, contratto per l’acquisto di un immobile non di lusso adibito a prima casa, si prevede la possibilità di beneficiare della sospensione del pagamento delle rate per un periodo totale di 18 mesi al verificarsi di situazioni di temporanea difficoltà, destinate ad incidere negativamente sul reddito complessivo del nucleo familiare.

Il fondo è conosciuto come Fondo “Gasparrini”, dal nome dell’onorevole che lo ha presentato in Parlamento. Il Regolamento di attuazione disposto dal MEF con il D.M. n. 132 del 21 giugno 2010 ha subito nel tempo delle modifiche, sia nelle caratteristiche che nei requisiti di accesso alle agevolazioni. Tali modifiche sono state recepite nel nuovo regolamento attuativo del fondo, contenuto nel D.M. n. 37 del 22 febbraio 2013 entrato in vigore il 27 aprile 2013.

L’ABI e le principali Associazioni dei Consumatori, in considerazione della notevole valenza sociale del Fondo, nel 2015 nell’ambito dei lavori del “Tavolo permanente di dialogo”, decisero di inserirlo nell’accordo CREdiamoCI allo scopo di promuovere con il Ministero dell’Economia e delle Finanze la continuità del Fondo quale misura di sostegno alle famiglie in difficoltà. Negli anni successivi sono state presentate al MEF proposte concordate per ottenere il rifinanziamento del Fondo e per aggiornare i requisiti di accesso al verificarsi di particolari difficoltà economiche del paese.

Accesso al Fondo in base al D.M. n. 37 del 22/02/2013

Il D.M. n. 37 del 22/02/2013 del Ministero dell’Economia e delle Finanze, recante modifiche al regolamento approvato con decreto del 21 giugno 2010 n.132, all’art. 1, stabilisce che l’ammissione al beneficio è subordinata esclusivamente all’accadimento di almeno uno dei seguenti eventi riferiti al beneficiario, intervenuti successivamente alla stipula del contratto:

Cessazione del rapporto di lavoro subordinato – sia a tempo determinato che a tempo indeterminato – (ad eccezione delle ipotesi di risoluzione consensuale, di risoluzione per limiti di età con diritto a pensione di vecchiaia o di anzianità, di licenziamento per giusta causa o giustificato motivo soggettivo, di dimissioni del lavoratore non per giusta causa), con permanenza dello stato di disoccupazione al momento di presentazione della domanda;

perdita dei rapporti di lavoro parasubordinato (di cui all’articolo 409, numero 3 del Codice di Procedura Civile), da parte dell’intestatario o di uno dei cointestatari del contratto di mutuo, con permanenza dello stato di disoccupazione al momento di presentazione della domanda;

morte o riconoscimento di handicap grave, ai sensi dell’art. 3, comma 3 della legge 5 febbraio 1992, n. 104,  ovvero di invalidità civile non inferiore all’80 per cento dell’intestatario o di uno dei cointestatari del contratto di mutuo.

Ulteriori modifiche al suddetto regolamento sono state introdotte dal Governo a seguito dell’emergenza epidemiologica da Covid-19, per andare incontro alle difficoltà economiche delle famiglie, dei lavoratori e delle imprese. In particolare, l’art. 26 del d.l. del 2 marzo 2020, n. 9, l’art. 54 del d. l. del 17 marzo 2020, n. 18 , l’art. 12 del d. l. dell’ 8 aprile 2020, n. 23, l’art. 1 comma 1 della legge 24 aprile 2020 n. 27, l’art. 1 comma 1 della Legge del 5 giugno 2020, n.40 e l’art. 10, comma 7, del Decreto Legge 16 luglio 2020, n. 76, hanno apportato una serie di modifiche all’operatività del Fondo.

Le innovazioni al Fondo Gasparrini diventate operative con l’entrata in vigore del D.M. del 25/03/2020, pubblicato in G.U. del 28 marzo 2020, serie generale n. 82, contengono sia modifiche strutturali alla disciplina del Fondo e sia interventi in deroga, mirati al superamento dell’emergenza.

  • Integrazioni strutturali

Art. 1 – “ Sospensione dal lavoro o riduzione dell’orario” – fermo restando le ipotesi di cui all’art. 2, comma 3 del D.M. del 21 Giugno 2010, n. 132, il mutuatario può accedere ai benefici del Fondo qualora subisca una sospensione dal lavoro per almeno 30 giorni lavorativi consecutivi, ovvero una riduzione dell’orario di lavoro per un periodo di almeno 30 giorni lavorativi consecutivi, corrispondente ad una riduzione almeno pari al 20% dell’orario complessivo.

La durata massima della sospensione del pagamento delle rate del mutuo, che può essere reiterata anche per periodi non continuativi, fermo restando la durata massima di 18 mesi di sospensione, è commisurata alla durata della misura di sospensione o di riduzione dell’orario di lavoro come segue:

  • 6 mesi, se la sospensione o la riduzione dell’orario di lavoro ha una durata compresa tra 30 e 150 giorni lavorativi consecutivi;
  • 12 mesi, se la sospensione o la riduzione dell’orario di lavoro ha una durata compresa tra 151 e 302 giorni lavorativi consecutivi;
  • 18 mesi, se la sospensione o la riduzione dell’orario di lavoro ha una durata superiore a 303 giorni lavorativi consecutivi.
  • Interventi in deroga in vigore fino al 17/12/2020

Art. 3 – Gli interventi in deroga all’ordinaria disciplina del fondo si applicano per un periodo di 9 mesi, a decorrere dall’entrata in vigore del d. l. del 17 marzo 2020, n. 18, come indicato all’art. 54, comma 1.

Art. 4 comma 1. L’ammissione ai benefici del fondo è concessa fino al 17 dicembre 2020 ai lavoratori autonomi e liberi professionisti che autocertifichino ai sensi degli art. 46 e 47 del decreto del Presidente della Repubblica n. 445/2000, di aver registrato nel trimestre successivo al 21 febbraio 2020, un calo del proprio fatturato superiore al 33% di quello medio giornaliero dell’ultimo trimestre 2019, in conseguenza della chiusura o della restrizione della propria attività operata in attuazione delle disposizioni adottate dall’autorità competente per l’emergenza coronavirus.

Art. 5. Per l’accesso al Fondo non è richiesta la presentazione dell’indicatore della situazione economica equivalente (ISEE), già prevista dall’ art. 2 comma 1 lettera c) del D.M. 132/2010.

Successivamente all’entrata in vigore del D.M. del 25 marzo 2020, il d. l. n. 23 dell’8 aprile 2020 all’art. 12 ha previsto:

  • al comma 1, “Per lavoratori autonomi ai sensi dell’art. 54, comma 1, lettera a) del d. l. 17 marzo 2020 n. 18, si intendono i soggetti di cui all’articolo 28, comma 1, del medesimo decreto n. 18/2020”, (come per esempio artigiani, commercianti, coltivatori diretti e più in generale tutti i lavoratori iscritti alle gestioni speciali dell’Assicurazione Generale Obbligatoria – AGO);
  • al comma 2, si prevede che “Per un periodo di nove mesi dall’entrata in vigore del decreto (fino al 9 gennaio 2021), in deroga alla normativa vigente, l’accesso al Fondo è consentito anche per i mutui in ammortamento da meno di un anno”.

L’art. 1, comma 1 della Legge del 24 aprile 2020, n. 27 (conversione in legge con modifiche all’art. 54, comma 1, del d. l. del 17 marzo 2020, n.18) ha disposto quanto segue:

  • L’ammissibilità dei mutui con un importo non superiore a 400.000 euro;
  • la sospensione del pagamento delle rate può essere concessa anche per i mutui già ammessi ai benefici del Fondo per i quali sia ripreso, per almeno tre mesi, il regolare ammortamento delle rate;
  • la sospensione del pagamento delle rate può essere concessa anche per i mutui che fruiscono della garanzia del Fondo per l’acquisto della prima casa di cui all’art. 1, comma 48, lettera c), della legge 27 dicembre 2013, n. 147;
  • la sospensione del pagamento delle rate nei casi di “sospensione dal lavoro o riduzione dell’orario per un periodo di almeno 30 giorni, anche in attesa dell’emanazione dei provvedimenti di autorizzazione dei trattamenti di sostegno al reddito”.

In ultimo, l’art. 12 del D L. 8 aprile 2020, n. 23 – convertito dalla Legge 5 giugno 2020, n. 40 – e le successive modifiche apportate dall’art. 10, comma 7, del D. L. 16 luglio 2020, n. 76, hanno concesso, fino al 17 dicembre 2020, l’ammissione ai benefici del fondo anche:

  • alle cooperative edilizie a proprietà indivisa, per mutui ipotecari, erogati alle predette cooperative, di importo massimo pari al prodotto tra 400.000 euro e il numero dei rispettivi soci, qualora almeno il 20% dei soci assegnatari di immobili residenziali e relative pertinenze non sia in grado di provvedere al pagamento delle rate del mutuo a seguito del verificarsi, successivamente al 31 gennaio 2020, di uno degli eventi che consentono l’accesso ai benefici del Fondo Gasparrini. In particolare, la sospensione delle rate del mutuo può essere concessa per:
    • 6 mesi, qualora gli eventi riguardino un numero di assegnatari pari ad almeno il 20% dei soci;
    • 12 mesi, qualora gli eventi riguardino un numero di assegnatari compreso tra un valore superiore al 20% e fino al 40% dei soci;
    • 18 mesi, qualora gli eventi riguardino un numero di assegnatari superiore al 40% dei soci.

    La sospensione è presentata alla banca dalla società cooperativa mutuataria, attraverso un apposito modulo.

Presupposti di accesso al fondo

Per accedere alle agevolazioni del Fondo i beneficiari alla data di presentazione della domanda, oltre a trovarsi in almeno una delle situazioni previste dal regolamento approvato con D.M n. 37 del 22/02/2013, oppure dagli altri eventi previsti successivamente ed indicati al capitolo “modifiche strutturali” e/o ”modifiche in deroga”, devono essere in possesso dei seguenti requisiti oggettivi:

Essere proprietario dell’immobile oggetto del contratto di mutuo;

il ritardo nei pagamenti delle rate non deve essere superiore a 90 giorni consecutivi;

in caso di mutuo cointestato a due o più persone, è sufficiente che le condizioni di cui sopra (proprietà dell’immobile, titolarità del mutuo e residenza nell’immobile), sussistano nei confronti anche del solo mutuatario che ha subito l’evento;

in caso di mutuo cointestato a due o più persone, il mutuatario che subisce l’evento e sottoscrive il modello di domanda può dichiarare, sotto la propria responsabilità, di agire anche in nome e per conto di uno o più cointestatari e/o garanti impossibilitati alla sottoscrizione della domanda per ragioni collegate all’emergenza COVID-19;

in caso di morte del mutuatario, la domanda può essere presentata dal cointestatario del mutuo o dall’erede subentrato nell’intestazione del mutuo che risulti in possesso di tutti i requisiti di cui al punto A del modulo di domanda (l’erede che presenti la domanda dovrà avere accettato l’eredità e trasferito nell’immobile oggetto del mutuo la sua residenza).

Caratteristiche ed effetti della sospensione

  • Nel periodo di sospensione maturano gli interessi calcolati al tasso e con modalità indicate sul contratto;
  • il Fondo di solidarietà corrisponde alla banca il 50% degli interessi maturati durante il periodo di sospensione e calcolati sul debito residuo alla data di decorrenza della sospensione, applicando il tasso di interesse contrattuale vigente al momento della richiesta;
  • la quota degli interessi non rimborsata dal Fondo rimane a carico del Cliente ed il rimborso avverrà, senza applicazione di ulteriori interessi, a partire dalla ripresa dell’ammortamento in quote di uguale importo che si aggiungeranno alle rate originarie del mutuo e per una durata pari alla vita residua del finanziamento.

Procedura di presentazione dell’istanza di sospensione

A cura dell’utente:

l’istanza deve essere presentata alla banca presso la quale è in corso il pagamento delle rate del mutuo. Per esperire rapidamente la richiesta di sospensione si consiglia ai potenziali beneficiari di scaricare il “modulo” al fine di predisporre preventivamente la documentazione inerente allo specifico evento per il quale viene richiesto l’ammissione ai benefici del Fondo.

Clicca qui per scaricare la domanda

Per scaricare il MODULO SOSPENSIONE RATE MUTUO PRIMA CASA riservato alle cooperative edilizie a proprietà indivisa ai sensi dell’art. 10, comma 7, del Decreto Legge 16 luglio 2020 n. 76 accedere a questo link.

A cura della Banca:

La banca, acquisita la richiesta di accesso all’agevolazione e la relativa documentazione prevista in funzione dell’evento causa dichiarato, dopo averne verificata la completezza e la regolarità formale della stessa, dovrà provvedere ad inviare la richiesta telematicamente alla Consap entro i 10 giorni successivi alla ricezione della richiesta.

A cura di Consap:

Acquisita la documentazione la Consap, quale gestore del Fondo, s’impegna entro 15 giorni solari consecutivi a far conoscere la propria decisione rispetto alla domanda pervenuta. Tale decisione viene comunicata alla Banca e l’eventuale non ammissione della domanda deve essere motivata. La banca è tenuta a comunicare testualmente al mutuatario la motivazione della mancata accettazione della sua domanda.

In sede di conversione del decreto-legge 8 aprile 2020, n. 23 – Legge del 5 giugno 2020, n.40 – l’art. 12 comma 2.bis ha previsto che a fronte delle domande di sospensione dei mutui pervenute a partire dal 28 marzo 2020, la Banca, fino al 31 dicembre 2020, una volta ricevuta la domanda e verificata la sua completezza e regolarità, sospende immediatamente l’addebito delle rate del mutuo ed inoltra la richiesta a Consap.

Consap esamina la domanda e comunica la propria risposta entro 20 giorni, trascorsi i quali la domanda si intende accettata. Se la richiesta viene rigettata prima dei 20 giorni la Banca può riavviare l’ammortamento a partire dalla prima rata del mutuo in scadenza successiva alla domanda di sospensione.

a cura di

Ultimo aggiornamento: settembre 2020