Scegliere e controllare gli investimenti

È opportuno ancora una volta ricordare che la banca deve fornire al cliente tutte le informazioni utili, prima di proporre qualsiasi forma di investimento. Essa è anche tenuta a verificare se gli investimenti che il cliente vuole effettuare siano appropriati/adeguati, ossia in linea con il rischio che il soggetto è disposto a correre.

Il T.U.F. (Testo Unico della Finanza) prevede infatti che:

“Gli intermediari autorizzati non possono effettuare o consigliare operazioni o prestare il servizio di gestione se non dopo aver fornito all’investitore informazioni adeguate sulla natura, sui rischi e sulle implicazioni della specifica operazione o del servizio, la cui conoscenza sia necessaria per effettuare consapevoli scelte di investimento o disinvestimento”.

La banca quando sottopone al risparmiatore una tipologia di investimento, deve comunicare in maniera chiara e comprensibile alcune informazioni principali, quali:

  • la tipologia di strumento finanziario (se si tratta di azioni, obbligazioni, titoli di Stato, fondi comuni);
  • il soggetto emittente (es. Stato sovrano, ente pubblico, azienda o la banca stessa);
  • l’eventuale mercato in cui il titolo è quotato;
  • i principali rischi associati allo strumento finanziario;
  • i costi connessi all’investimento.

Per i prodotti più complessi, la normativa impone inoltre l’obbligo per la banca di consegnare ai clienti al dettaglio (i risparmiatori) una scheda sintetica, standardizzata a livello europeo, riportante le informazioni più importanti per comprendere il singolo prodotto e poter comparare in maniera immediata tra loro più prodotti.

Nel caso in cui non abbiamo compreso una o più caratteristiche del prodotto, che ci viene proposto, è bene non firmare nessun contratto, ma richiedere ulteriori delucidazioni. Non dobbiamo infatti aver paura di fare domande: la banca è a nostra disposizione anche per questo!

Una volta effettuato l’investimento, anche se abbiamo fiducia nella nostra banca, è bene informarci con regolarità circa l’andamento dei nostri titoli: un attento monitoraggio permetterà infatti di agire con tempismo (ma non in maniera impulsiva!) in caso di necessità.

Se il nostro investimento prevede il pagamento di interessi periodici (cedole o dividendi), valutiamo inoltre se reinvestirli sui mercati, anziché spenderli o lasciarli sul conto corrente, dove possono subire le conseguenze negative dell’inflazione. Il reinvestimento dei frutti incassati dagli investimenti effettuati in passato è infatti uno dei modi migliori (anche da un punto di vista psicologico) per incrementare l’ammontare dei propri investimenti futuri, senza incidere negativamente sull’attuale tenore di vita.

Ultimo aggiornamento: dicembre 2019