Controllare gli investimenti

Anche se abbiamo fiducia nella nostra banca, informiamoci costantemente dell’andamento dei nostri investimenti; un attento monitoraggio ci permetterà di AGIRE IMMEDIATAMENTE in caso di necessità.

Ricordiamoci che, se il nostro investimento prevede il pagamento di interessi periodici (cedole), possiamo anche decidere di reinvestirli, anziché lasciarli sul conto corrente, incrementando il capitale complessivo investito (proteggendolo così dal rischio dell’inflazione).

Come già detto, la banca deve fornirci tutte le informazioni prima di indirizzarci verso un investimento ed è tenuta a verificare, attraverso un appositi questionari (cosiddetti MIFID1 e MIFID2), quale livello di rischio siamo disposti ad affrontare e verificare se l’investimento è adeguato per noi. Qualora la banca presti un servizio di consulenza oppure di gestione dovrà verificare se l’investimento è anche adeguato per noi.

Il T.U.F. (Testo Unico della Finanza) prevede che:

“Gli intermediari autorizzati non possono effettuare o consigliare operazioni o prestare il servizio di gestione se non dopo aver fornito all’investitore informazioni adeguate sulla natura, sui rischi e sulle implicazioni della specifica operazione o del servizio, la cui conoscenza sia necessaria per effettuare consapevoli scelte di investimento o disinvestimento”.

La banca quando ci sottopone una tipologia di investimento ci comunica, spesso consegnandoci una scheda prodotto, in maniera chiara e comprensibile alcune informazioni, tra cui:

  • la tipologia di strumento finanziario (se si tratta di azioni, obbligazioni, titoli di Stato, fondi comuni);
  • il soggetto che lo ha emesso (o emittente): Stato sovrano, Ente pubblico, azienda o banca;
  • l’eventuale mercato di quotazione, come ad esempio il mercato delle Obbligazioni e dei Titoli di Stato (MOT) e il mercato azionario (MTA);
  • i rischi associati allo strumento finanziario;
  • i costi connessi all’investimento.

Dal 31 dicembre 2016 è obbligatorio consegnare ai risparmiatori (clienti al dettaglio) per i prodotti più complessi (c.d. PRIPS) una scheda sintetica, standardizzata a livello europeo, con le informazioni più importanti per comprendere il singolo prodotto e comparare tra loro più prodotti.

Ultimo aggiornamento: 1 febbraio 2018