Aspetti fiscali

I rendimenti prodotti dalle varie forme di investimento che sono state descritte sono di regola assoggettati a tassazione, secondo le specifiche previsioni dettate in proposito dalla normativa fiscale.

Nonostante la notevole complessità della disciplina che governa tale tassazione, va sottolineato che, fatte salve alcune eccezioni, il cliente non è tenuto allo svolgimento di particolari incombenze, posto che nella generalità dei casi la determinazione delle imposte dovute e la loro applicazione viene effettuata dagli intermediari con i quali l’investitore si relaziona. A seconda dei casi, pertanto, le imposte dovute saranno applicate dalla banca, dalla società di gestione, dalla compagnia di assicurazioni o da altro intermediario eventualmente coinvolto, che provvederanno al versamento all’erario di quanto dovuto dal cliente per i rendimenti finanziari dallo stesso ottenuti. L’aliquota base della tassazione è fissata al 26% per tutti i rendimenti, tranne quelli generati da investimenti in titoli pubblici, che sono soggetti all’aliquota ridotta del 12,5%. La riduzione opera non solo per gli investimenti diretti (esempio: il cliente investe in CCT) ma anche quando l’investimento in titoli pubblici sia di tipo indiretto (esempio: il cliente investe in quote di fondi di investimento o in polizze assicurative che a loro volta abbiano come “sottostante” investimenti in titoli pubblici).

Una deroga importante al principio della generalizzata tassazione di tutti i rendimenti finanziari è stata recentemente introdotta per i nuovi Piani di Risparmio a lungo termine (cd. PIR) che godono, quando vengano osservate le specifiche prescrizioni poste dalla legge, di uno speciale regime di esenzione da tassazione ai fini dell’imposta sui redditi.

Oltre alle imposte sui redditi cui si è fatto sopra cenno, va poi aggiunta l’incidenza dell’imposta di bollo prevista per i dossier titoli e le forme di investimento ad essi assimilate. In estrema sintesi, tale imposta è commisurata al valore degli investimenti, come rendicontato dagli intermediari presso i quali gli stessi sono detenuti (aliquota del 2 per mille).

Ultimo aggiornamento: 1 febbraio 2018