Arbitro bancario finanziario e Arbitro per le controversie finanziarie

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ABF (ARBITRO BANCARIO FINANZIARIO)

L’Arbitro Bancario Finanziario (ABF) è stato istituito nel 2009 in attuazione dell’articolo 128-bis del Testo unico bancario (TUB), introdotto dalla legge sul risparmio (legge n. 262/2005). E’ un sistema di risoluzione alternativa (ADR) delle controversie che possono sorgere tra i clienti e le banche e gli altri intermediari in materia di operazioni e servizi bancari e finanziari.

L’ABF è un organismo indipendente e imparziale nei compiti e nelle decisioni, sostenuto nel suo funzionamento dalla Banca d’Italia, articolato sul territorio nei Collegi di Bari, Bologna, Milano, Napoli, Palermo, Roma e Torino.

L’ABF decide secondo diritto, su ricorso del cliente, chi ha torto e chi ha ragione in tempi rapidi e con costi di accesso minimi.

Le decisioni non sono vincolanti come quelle del Giudice, ma se l’intermediario non le rispetta il suo inadempimento è reso pubblico.

La presentazione del ricorso dell’ABF è condizione di procedibilità per avviare un procedimento giudiziario.

ACF (ARBITRO PER LE CONTROVERSIE FINANZIARIE)

L’Arbitro per le Controversie Finanziarie (ACF), istituito dalla Consob con la delibera n. 19602 del 4 maggio 2016, è operativo dal 9 gennaio 2017.

E’ uno strumento di risoluzione delle controversie tra investitori “retail” e intermediari finanziari, per far valere la violazione degli obblighi di diligenza, correttezza, informazione e trasparenza che gli intermediari devono rispettare quando prestano servizi di investimento o il servizio di gestione collettiva del risparmio.

Anche l’ACF ha quale scopo precipuo quello di fornire ai risparmiatori che hanno presentato senza successo reclami agli intermediari finanziari di cui sono clienti, uno strumento agile ed efficiente per risolvere le controversie.

I ricorsi per i risparmiatori sono gratuiti e le decisioni rapide (rispetto ai tempi della giustizia ordinaria), atteso che saranno assunte entro sei mesi.

L’ACF è uno strumento accessibile in quanto offre anche la possibilità di presentare il ricorso online; dopo la registrazione è fornito accesso ad un’area riservata; la piattaforma informatica guiderà gli utenti, nell’inserimento di tutte le informazioni necessarie, avvertendo di eventuali inesattezze e incompletezze e indicando, altresì, i documenti che è necessario caricare.

La presentazione del ricorso all’ACF è, altresì, condizione di procedibilità per avviare un procedimento giudiziario qualora l’investitore non sia soddisfatto della decisione.

A CHI SI RIVOLGE

ABF

A chiunque abbia o abbia avuto rapporti contrattuali – o sia entrato soltanto in relazione – con un intermediario per servizi bancari e finanziari, compresi i servizi di pagamento.

Le questioni da sottoporre all’Arbitro non possono riguardare operazioni o comportamenti anteriori al 1° gennaio 2009.

E’ necessario, prima di ricorrere all’ABF, aver inviato un reclamo scritto (lettera, fax, email) identificandosi con chiarezza, con cui è stato contestato all’intermediario un comportamento di cui il cliente è rimasto insoddisfatto. L’intermediario deve rispondere al reclamo entro 30 giorni, il ricorso all’ABF deve essere presentato entro 12 mesi dalla presentazione del reclamo.

ACF

Si rivolge soltanto agli investitori – risparmiatori retail (coloro, cioè che non possiedono particolari competenze, esperienze e conoscenze, invece possedute dagli investitori cosiddetti “qualificati” o “professionali”), i quali hanno già presentato un reclamo all’intermediario che ha risposto in maniera insoddisfacente o non ha risposto affatto nei 60 giorni successivi alla presentazione, possono fare ricorso all’ACF, per richieste non superiori a 500.000 euro; per gli stessi fatti oggetto del ricorso non devono essere in corso altre procedure di risoluzione extragiudiziale delle controversie.

INDIVIDUAZIONE DELLE SOLUZIONI

Entrambi gli Organismi (ABF e ACF), ciascuno nelle materie di propria competenza, consentono ai clienti insoddisfatti di vedere risolta una controversia con un intermediario finanziario laddove il reclamo presentato non ha avuto esito positivo, in tempi rapidi, veloci e a costi contenuti.

Per l’avvio dei ricorsi, infatti, non è prevista l’assistenza obbligatoria degli avvocati.

Spesso, successivamente alla presentazione del ricorso, si instaurano contatti stragiudiziali tra clienti e intermediari finanziari che, anticipando le decisioni degli Organismi investiti della controversia, consentono di addivenire ad una soluzione bonaria della lite insorta tramite reciproche concessioni e rinunce.

RICORSI PER LA RISOLUZIONE DI CONTROVERSIE CON I PRESTATORI DEL SERVIZIO

Per risolvere eventuali controversie aventi ad oggetto diritti ed obblighi, contrattuali e precontrattuali, stabiliti dalla direttiva PAD, i consumatori possono fare ricorso alle procedure e agli organismi di risoluzione stragiudiziale (ADR), che soddisfano i requisiti di qualità di cui alla direttiva 2013/11/UE (ADR consumatori).

Tra i vari sistemi ADR, i consumatori possono rivolgersi all’Arbitro Bancario Finanziario, organismo indipendente e imparziale nei compiti e nelle decisioni, sostenuto nel suo funzionamento dalla Banca d’Italia.

Il procedimento innanzi all’ABF si svolge in forma scritta e non è necessaria l’assistenza di un avvocato.

Le decisioni dell’ABF non sono vincolanti come quelle del giudice ma, se l’intermediario non le rispetta, la notizia del loro inadempimento è resa pubblica.

Il cliente può ricorrere all’ABF solo dopo aver cercato di risolvere la controversia inviando un reclamo scritto all’intermediario. Se la decisione dell’ABF è ritenuta non soddisfacente, il cliente, l’intermediario o entrambi possono rivolgersi al giudice ordinario.

In alternativa il consumatore può avanzare un’istanza di mediazione, rivolgendosi ad uno degli organismi riconosciuti dal Ministero di Giustizia, tra cui il Conciliatore Bancario Finanziario, che è specializzato nelle controversie in materia bancaria e che si avvale di mediatori presenti in molte Regioni d’Italia.

Il procedimento di mediazione può svolgersi anche a distanza (senza che le parti si debbano spostare) secondo modalità telematiche indicate dall’Organismo.

Si segnala anche la possibilità di attivare la Conciliazione Paritetica, che si basa su protocolli d’intesa sottoscritti tra associazioni di consumatori e banche, per stabilire le regole cui le parti devono attenersi per risolvere le singole controversie.

La Commissione di Conciliazione è composta, pariteticamente, da due conciliatori adeguatamente formati, uno in rappresentanza dell’azienda e l’altro indicato dall’associazione dei consumatori prescelta dall’utente. La procedura di conciliazione è su base volontaria: l’accordo raggiunto dalle parti viene sottoposto al consumatore il quale è libero di accettare o meno la soluzione proposta.

Ultimo aggiornamento: 1 febbraio 2018