Come aprire il primo conto corrente

Prima di aprire un conto corrente chiediamoci:

Usiamo molto la carta di debito?

Ci rechiamo spesso in filiale?

Controlliamo e/o operiamo sul conto via internet?

Effettuiamo bonifici?

Usiamo assegni?

Verifichiamo se la banca offre prodotti specifici adatti alla tipologia di clienti in cui rientriamo oppure se ha definito delle convenzioni di cui potremmo beneficiare:

Appartengo a qualche categoria che potrebbe usufruire di agevolazioni (es. appartengo alle forze dell’ordine)?

Quali sono le caratteristiche e i contenuti di queste agevolazioni?

Dopo aver valutato attentamente le caratteristiche, l’apertura di un conto corrente è semplice.

E’ sufficiente infatti:
– essere maggiorenni,
– fornire un documento di identità (non scaduto),
– fornire il codice fiscale.

Una volta firmato il contratto, il conto corrente è attivo.
Al momento dell’apertura del conto riceveremo il relativo codice IBAN.

Il codice IBAN è una coordinata bancaria composta da lettere e numeri che identificano in modo univoco il conto corrente anche a livello internazionale.

CONTO CORRENTE

Con unico titolare

Con più titolari
“Cointestato”

Con firma “congiunta”:
le operazioni (emissione di assegni, bonifici, ecc.) possono essere effettuate solo con la firma di tutti gli intestatari

Con firma “disgiunta”:
ognuno dei titolari può fare tutte le operazioni che vuole senza chiedere l’approvazione degli altri cointestatari. Uno dei titolari potrebbe anche chiudere il conto senza l’approvazione degli altri (di norma la banca che riceve una simile richiesta ne mette a conoscenza gli altri cointestatari).
È comunque possibile stabilire dei limiti per ogni cointestatario sulle operazioni da effettuare sul conto o sugli importi delle varie transazioni.

Nel caso di conto cointestato, indipendentemente dal tipo di firma (“congiunta” o “disgiunta”), tutti i cointestatari sono responsabili per gli eventuali scoperti di conto corrente (responsabilità solidale) e, in caso di mancato rientro, la banca può decidere di agire sui beni personali di ognuno di essi.

Il titolare di un conto corrente ha anche la possibilità di delegare, cioè incaricare una persona di sua fiducia (procuratore o delegato), a effettuare operazioni al suo posto.
Differenza tra delega e conto cointestato:

nella delega, la proprietà delle somme sul conto corrente è sempre dell’intestatario del conto e mai del delegato, mentre nel conto cointestato la proprietà è di tutti i cointestatari e si presume che essa sia suddivisa in parti uguali;

nella delega, la responsabilità per eventuali scoperti di conto è esclusivamente dell’intestatario del conto, nel conto cointestato la responsabilità è di tutti gli intestatari;

nella delega, eventuali problemi finanziari del delegato non ricadono sull’intestatario del conto;

il delegato non ha la possibilità di chiudere il conto;

la delega può essere limitata solo ad alcune operazioni.

Ultimo aggiornamento: 1 febbraio 2018